Prodotti editoriali

Vittoria alata / Prodotti editoriali

VOLUME
Il restauro dei grandi bronzi archeologici.
Laboratorio aperto per la Vittoria Alata di Brescia

a cura di Francesca Morandini e Anna Patera

Atti del Convegno – Firenze, 27-28 Maggio 2019
Editore: Edifir Edizioni Firenze

Il volume Il restauro dei grandi bronzi archeologici. Laboratorio aperto per la Vittoria Alata di Brescia, a cura di Francesca Morandini e Anna Patera, raccoglie gli Atti del convegno tenutosi a Firenze il 27 e 28 maggio 2019 presso l’Opificio delle Pietre Dure e il Museo Archeologico Nazionale. 

L’iniziativa è stata promossa in concomitanza con il restauro dell’eccezionale scultura bronzea del I secolo d. C., prima conservata presso il Museo di Santa Giulia a Brescia e che, dopo il restauro ormai prossimo alla conclusione, sarà esposta presso il Capitolium. ​Scoperta nel 1826, grazie all’impegno dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia, oggi rappresenta un simbolo identitario per la città che ne attende il ritorno nel mese di novembre 2020.

Il convegno ha costituito l’occasione per condividere con il grande pubblico e con gli specialisti del settore i primi risultati del restauro, diretto dall’Opificio sulla base di un più ampio progetto di studio, conservazione e valorizzazione promosso da Fondazione Brescia Musei, Comune di Brescia, Soprintendenza ABAP di Bergamo e Brescia e dall’Opificio stesso.

Nelle due giornate fiorentine si sono avvicendati più di trenta relatori, i cui interventi sono stati stato raggruppati in quattro sezioni: Vecchi e nuovi restauri, Percezione e conservazione dell’antico: forme e superfici del bronzo, Tecnologia, chimica e fisica del restauro, Conservazione e musealizzazione. In ognuna delle sezioni previste sono stati trattati temi riguardanti il restauro della Vittoria Alata unitamente alla presentazione di analoghi casi di studio o di questioni più generali, con lo scopo di inquadrare l’intervento in itinere in un più ampio percorso di confronto e approfondimento.

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CATALOGO
Juan Navarro Baldeweg.
Architettura, Pittura, Scultura

a cura di Pierre Alain Croset
Editore: Skira

La Vittoria alata, una delle più straordinarie statue di epoca romana sarà ufficialmente restituita a Brescia, nel Capitolium, in un allestimento museale curato dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg. E proprio all’architetto Navarro Baldeweg, a settembre viene dedicata una esaustiva mostra-omaggio che presenta una serie di opere (modelli e disegni dei suoi progetti più importanti, grandi tele e sculture) che ne ripercorrono la poliedrica carriera come architetto, pittore e scultore, e che consentono di cogliere le interazioni e le connessioni tra le varie arti. 

In apertura, il volume propone una lunga e interessante conversazione tra Baldeweg e Croset: vengono affrontate le ragioni e le motivazioni di una pratica artistica divisa tra pittura, scultura e architettura, nonché esplorati i riferimenti artistici (e l’idea d’arte in sé) che alimentano il lavoro di Baldeweg. 

 Il catalogo delle opere si articola in tre sezioni, quanti sono gli ambiti di sperimentazione e interesse di Baldeweg: Pittura Immagini del fare e dei modi del fare; Scultura Metafore dell’orizzonte e della natura, Visualizzare fenomeni fisici, Il gioco delle ombre, Sculture di equilibrio e gravitazione, Scarabocchi nell’aria, Installazioni di luce, Strutture e unità di luce; Architettura Una casa dentro un’altra casa. 

 Nato a Santander nel 1939, dal 1977 Juan Navarro Baldeweg è professore ordinario e dal 2010 professore emerito presso il Politecnico di Madrid. È stato inoltre visiting professor presso University of Pennsylvania (1987), Yale University (1990), Princeton University (1992) e Harvard University (1997).

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SAGGIO
Vittoria d’autore.
Gli scrittori e la dea alata

di Marco Roncalli
Editore: Schol̩ РEditrice Morcelliana
Collana: Orso blu

“Qualcosa di sorprendente, ma che non si era ritenuto impossibile. Qualcosa d’insolito, ma che premiava un’attesa collettiva fiduciosa. Qualcosa di straordinario, che tuttavia si fondava su molti studi e ricerche operose. Qualcosa accaduto in una serata estiva, che avrebbe offerto ad una città un emblema singolare, un simbolo antico con cui paradossalmente lasciarsi alle spalle l’età moderna ed entrare in quella contemporanea. Un ingresso vigilato da una dea alata risvegliata da un sonno di secoli, rappresentazione di vittoria e bellezza, forza e solennità”.

Comincia così “Vittoria d’autore. Gli scrittori e la dea alata” di Marco Roncalli, il volume pubblicato in collaborazione con Fondazione Brescia Musei e da oggi in libreria, nei giorni del ritorno della statua restaurata e collocata nel rinnovato Capitolium del Parco Archeologico di Brescia Romana.

Si tratta di un saggio originale, accompagnato da una cinquantina di immagini – molte inedite, storiche o dedicate al capolavoro dopo il recente restauro – che inizia proprio con la sorprendente scoperta.

Il libro racconta lo stupore di quanti hanno recato il loro omaggio alla Nike bresciana, prodigio di potenza e di grazia; riflettendo al contempo sull’evoluzione di una città e di un Paese che della Vittoria Alata si sono appropriati in più modi: mito caro alle istanze risorgimentali, elemento fondante dell’identità nazionale, emblema patriottico nel periodo bellico, sino alle distorsioni nella retorica del Ventennio. Il ruolo simbolico di una statua che persiste nel tempo: la dea tornata a vivere dal buio, poi a vincere e volare.

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FUMETTO
Topolino e l’avventura della Minni Alata

Settimanale Topolino
numero 3391
Editore: Panini Comics

Nuovo appuntamento in edicola con Topolino, che questa settimana rafforza il suo legame con il mondo dell’arte. Sul numero 3391 disponibile da mercoledì 18 novembre, infatti, Topolino celebra un importante restauro: quello della Vittoria Alata, un’affascinante scultura ricca di storia che si potrà presto ammirare a Brescia, città che la accoglie da sempre. Topolino rende omaggio alla Vittoria Alata con la storia Topolino e l’avventura della Minni Alata, che ne racconta il mito lungo duemila anni. 

In Topolino e l’avventura della Minni Alata – scritta e sceneggiata da Roberto Gagnor e disegnata da Valerio Held -, Trudy e Gambadilegno entrano al museo di Santa Giulia di Brescia per compiere un furto, ma restano in ostaggio di un ologramma didattico che racconta la storia della preziosa Minni Alata e che farà fare ai due ladri un viaggio nel tempo, dall’antica Grecia, passando in epoca romana fino ad arrivare ai giorni nostri, attraverso i racconti delle peripezie vissute dalla nike. Questo “viaggio nella storia” riuscirà a fermare le cattive intenzioni di Trudy e Gambadilegno?

Fondazione Brescia Musei e il Comune di Brescia, promotori insieme alla Soprintendenza Archeologia, BelleArti e Paesaggio delle Province di Bergamo e Brescia del restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, inoltre, per sottolineare l’importanza del progetto, doneranno una copia del numero 3391 di Topolino a tutti i bambini della scuola primaria e infanzia di Brescia.

L’appuntamento con Topolino 3391 e la Minni Alata, che ancora una volta conferma l’approccio narrativo sempre dinamico e ricco di creatività e fantasia del settimanale, è per mercoledì 18 novembre in edicola e su www.panini.it!

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GUIDA ARTISTICA
Brixia.
Parco archeologico di Brescia romana

A cura di Francesca Morandini
con testi di Antonio Dell’Acqua, Francesco Franzoni, Francesca Morandini, Anna Patera

Editore: Skira editore

In età romana Brescia – Brixia – era una delle città più importanti dell’Italia settentrionale, situata lungo la cosiddetta via Gallica, che collegava alcuni tra i più significativi centri di origine celtica a nord del Po.
Nell’area archeologica situata al centro del tessuto urbano sono ancora visibili gli edifici più antichi e più significativi della città: il santuario di età repubblicana (I secolo a.C.), il Capitolium (73 d.C.), il teatro (I-III secolo d.C.), il tratto del lastricato del decumano massimo, su cui insiste oggi via dei Musei. Oltre a questi edifici di età romana, fanno parte dell’area anche palazzi nobiliari di età medievale, rinascimentale e moderna, importati e cresciuti direttamente sulle rovine antiche (palazzo Maggi Gambara e casa Pallaveri, entrambi di proprietà comunale).
Nel 1998 è stato avviato un progetto organico di recupero dell’area archeologica volto a un completo recupero archeologico e architettonico, nella sua valorizzazione e nella completa e definitiva apertura alla fruizione pubblica. Così da restituire al pubblico la più importante porzione urbana della città di epoca antica e completare un percorso archeologico tra i più significativi e meglio conservati d’Italia, riconosciuto Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco nel 2011.

La guida sarà disponibile da giovedì 4 febbraio 2021, presso i bookshop dei Musei e in edicola in promozione con Il Giornale di Brescia. Edita da Skira e parte della collana editoriale di Fondazione Brescia Musei, accompagnerà i visitatori tra i gioielli del sito archeologico restaurato. 

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CATALOGO
Alfred Seiland.
IMPERIUM ROMANUM.
Fotografie 2005-2020

A cura di Filippo Maggia e Francesca Morandini

Editore: Skira editore

Attraverso un’ampia selezione di straordinarie immagini tratte dal lavoro monumentale IMPERIUM ROMANUM di Alfred Seiland, il volume propone un grande ideale viaggio transcontinentale, toccando siti archeologici emblematici come Roma, Palmira, Samaria o Epidauro, in 40 paesi. L’artista austriaco ha viaggiato nei territori in cui si estendeva l’impero romano, dalla Siria alla Scozia e oltre, fermando sulla pellicola le diverse sfumature di interazione tra uomo e rovine. 

Il progetto artistico illustra, con fotografie talvolta iperrealiste e pop, talvolta simboliste e minimal, l’inestricabile e vitale rapporto tra le antichità romane e i luoghi della modernità. Le rovine romane emergono così in tutta chiarezza come il grande patrimonio comune di un’identità visiva europea, una sorta di minimo comune denominatore dell’arte moderna e dell’architettura contemporanea, la prima forma di globalizzazione dello sguardo. Attraverso le pagine del volume, il lettore è accompagnato a scoprire le trasformazioni delle città e del paesaggio: l’occhio del fotografo ne esalta il riuso talvolta consapevole talvolta casuale, e ironizza sul surreale dialogo tra le antiche glorie monumentali e i moderni tessuti urbanistici. Non è facile tradurre in scatti quello che può essere il significato dell’antico – o meglio delle rovine antiche – per la società contemporanea. Con questo progetto, costantemente in progress, Seiland è riuscito a far trasparire, nel mondo globalizzato, la traccia del senso di comunità che l’Impero romano ha lasciato: dal reperto archeologico nel museo alle vestigia archeologiche nel paesaggio attuale. Dai suoi scatti emerge il nuovo significato del concetto di integrazione paneuropea che l’impero romano aveva avviato e realizzato per l’arco della sua durata e che le vicende storico-culturali dei vari paesi hanno modificato, distrutto e adeguato. 

Alfred Seiland è uno dei maestri europei della fotografia a colori, professore presso la Stuttgarter Akademie der Bildenden Künste. Fotografo a livello internazionale, ha esposto al Museum of Modern Art di New York e ha realizzato decine di monografiche. 

Per acquistare il catalogo in italiano clicca qui

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Il catalogo è disponibile anche presso il bookshop del Museo di Santa Giulia

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VOLUME
La Vittoria Alata
“Non ho visto nulla di più bello”

A cura di Francesca Morandini e Anna Patera

Editore: Skira editore

Dopo quasi due anni di lavori di restauro, la Vittoria alata, una delle più straordinarie statue di epoca romana, sarà ufficialmente restituita a Brescia a novembre 2020. 

La grande statua in bronzo, amata da Giosuè Carducci che la celebrò nell’ode Alla Vittoria, ammirata da Gabriele d’Annunzio e da Napoleone III che ne vollero una copia, che per composizione, materiale e conservazione è una delle opere più importanti della romanità, avrà una nuova collocazione nella cella orientale del Capitolium, in un allestimento museale curato dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg nella cella orientale del Capitolium. 

È proprio presso il Capitolium che nel 1826, durante gli scavi archeologici condotti dai membri dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia, venne ritrovata all’interno di un’intercapedine dell’antico tempio romano, insieme a sei teste imperiali e ad altri reperti, forse per preservarla da eventuali distruzioni. 

Dedicato a quest’opera d’arte di straordinaria bellezza, il volume ne racconta la storia e il recente restauro da parte di numerosi professionisti che a vario titolo, ciascuno con la propria specializzazione, sono stati impegnati nelle numerose attività di conoscenza e di conservazione del bronzo. Gli interventi si sono concentrati dapprima sulla pulitura della scultura, quindi sulla rimozione controllata dei materiali che riempivano la statua e della struttura interna a cui si agganciavano le ali e le braccia della Vittoria, sulla progettazione del sostegno interno a garanzia della statica del bronzo, e sulla stesura di un materiale protettivo, scelto anche in base alle caratteristiche dell’ambiente espositivo. Nel volume presenti i seguenti testi: La statua e la sua storia di Francesca Morandini; La Vittoria Alata e il nuovo Capitolium di Juan Navarro Baldeweg, intervista di Pierre-Alain Croset; Viaggio iconografico, modelli, e fortuna di Marcello Barbanera; L’intervento di restauro di Anna Patera 

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Il catalogo è disponibile anche presso il bookshop del Museo di Santa Giulia

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